News

Curiosità dal mondo

25 Maggio 2021

Lanzarote: tra vini e vulcani

Lanzarote è un’isola che stupisce per i suoi paesaggi unici, per i suoi vulcani perfettamente rotondi, per la roccia nera che lambisce il mare, per le scogliere plasmate dall’azione del vento e delle onde. L’ isola del vento, del mare e del fuoco non finisce mai di stupire.

Uno dei paesaggi più sorprendenti dell’isola è senza dubbio La Geria, la pianura dove si snoda la Ruta del Vino. Una distesa di terra nera tempestata da piccoli puntini verdi smeraldo che altro non sono che piccole piante di vite che spuntano dal terreno.

La coltivazione della vita a Lanzarote è un’arte antica e unica nel suo genere che produce un prodotto qualitativamente molto elevato.

Fino al 1730, Lanzarote era considerata “l’isola granaio” delle Canarie, una distesa di terreni fertili coltivati a grano e legumi. Il 1° Settembre 1730 tutto cambiò. Madre Natura si mostrò in tutta la sua forza generando un’enorme eruzione delle Montañas del Fuego (oggi parte del Parco Nazionale del Timanfaya). L’ eruzione durò circa 6 anni stravolgendo completamente l’aspetto dell’isola: quasi un terzo della sua superficie rimase sommersa dalle ceneri e dai lapilli. Il picón (o rofe, la polvere e i sassolini neri vulcanici) distrusse le coltivazioni. La popolazione si trovò improvvisamente costretta a vivere in un ambiente desertico e arido. In mezzo al nero del picón si accorsero che c’era vita: nei punti nella lava dove erano scoppiate delle bolle d’aria la vegetazione cresceva. La produzione del vino di Lanzarote nasce da qui, dalla distruzione di un’eruzione vulcanica.

Il metodo adottato per coltivare le viti è decisamente unico: usando una piccola carica di dinamite si spacca lo strato di roccia lavica che in alcuni punti tocca i 4 metri, creando così dei piccoli crateri che permettono di trovare in profondità terra fertile, un mix di detriti e cenere vulcanica. Questo terreno è l’ideale per interrare la pianta di vite che però rischierebbe di essere spazzata via dalle forte raffiche di vento che sferzano l’isola. Ogni singola pianta, per essere riparata e protetta dal vento, viene circondata da un muretto di sassi.

Lanzarote è un’isola dove le precipitazioni sono scarse e l’acqua dolce prodotta desalinizzando quella del mare non permetterebbe alle viti di crescere, rendendo così impossibile irrigare artificialmente i campi. Quindi come è stato possibile portare avanti la coltivazione delle viti? Tutto merito dell’eruzione vulcanica del 1730. Le rocce laviche sono estremamente porose e questo permette loro di assorbire non solo l’acqua piovana, ma anche le gocce di umidità che si formano durante la notte a causa dell’elevato sbalzo termico tra giorno e notte. Le piante assorbono l’acqua direttamente dalle rocce.

Questo terreno nero, all’apparenza non adatto a nessuna forma di vita, da origine a vini di ottima qualità.

Lungo la strada si trovano diverse aziende vinicole dove poter degustare il “nettare” di Lanzarote e conoscere quest’antica arte di coltivazione. Molto interessante anche il Museo del Vino per fare un tuffo nella storia.

 

 

 

FUORI ROTTA

Viaggi targati L'Officina dei Viaggi fuori dalle mete classiche