News

Racconti di viaggio

21 Aprile 2021

Petra: sulle tracce di Indiana Jones

Sono passati molti anni dal nostro viaggio in Giordania.
Due settimane meravigliose in giro per questo straordinario Paese, stipati a bordo di una Mercedes verde pisello stuccata a chiazze pink, guidata da Ahuad, con i sedili in vellutino e il bagagliaio tenuto chiuso con le cinghie perché la guida non aveva considerato l’ingombro dei borsoni da sub.  Amman, Jerash, il Mar Morto, Kerak , il Wadi Rum, il Castello di Ajloun, Aqaba e Lei: sua maestà Petra!
Definita una delle 7 Meraviglie del Mondo Moderno, Patrimonio dell’Umanità Unesco, Petra resta sempre uno dei sogni di ogni viaggiatore, un luogo da visitare almeno una volta nella vita.
Soprannominata la “città rosa”, venne scoperta solo nel 1812, dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt. Prima città edomita, poi capitale dei Nabatei, in seguito passata in mani romani sotto l’Imperatore Traiano fino a essere abbandonata nel VIII secolo d. C. , per tornare alla luce solo qualche secolo fa. Sotto i Nabatei la città raggiunse il suo massimo splendore grazie alla realizzazione di un complesso sistema di canali e cisterne per convogliare l’acqua piovana. L’ acqua fu l’elemento chiave che determinò lo sviluppo e la prosperità della città.
Per noi, cresciute nel mito di Indiana Jones, Petra era l’antico tempio di Alessandretta, dove Indy si trova faccia a faccia con il cavaliere crociato che da 700 anni custodisce il Sacro Graal. Avete presente “Indiana Jones e l’ultima Crociata”? La cavalcata finale lungo il canale di roccia, con la facciata del tempio che sbuca quasi dal nulla? Quel canale di roccia è Al-Siq, un canyon della lunghezza di circa 1,5 km, dalla profondità compresa tra i 90 e i 180 metri e dalla larghezza variabile. E quel tempio non è Alessandretta, ma la facciata incisa nella roccia del monumento di El Khasneh al Faroun o Tesoro del Faraone.
Come nel film, Petra si può raggiungere solo a piedi o a cavallo. L’ ingresso orientale, percorrendo il Siq, accompagnati dal suono degli zoccoli dei cavalli, è sicuramente il più suggestivo.
El Khasneh al Faroun è senza dubbio il simbolo del complesso archeologico di Petra. Dopo aver percorso i primo 1,2 Km del Siq, il Tesoro ti appare in tutta la sua bellezza, ma è solo una piccola parte di ciò che Petra ha da offrire.  L’intera area si estende per circa 264 chilometri quadrati, ma il suo fulcro, dove ci sono i monumenti più noti, ha un’estensione di circa 6 chilometri quadrati. Qui sono ospitati più di 800 monumenti di cui 500 sono tombe, le più belle delle quali destinate ai re, scavate all’interno delle rocce dalle caratteristiche sfumature di colore che vanno dal giallo ocra al rosso acceso. Troviamo il teatro che poteva ospitare fino a 8000 persone, la bellissima via centrale con colonne di epoca romana e i portici che davano accesso alle botteghe. Ci sono  l’altare dei sacrifici e la Tomba dell’ Obelisco, un monumento funerario con al centro una figura antropomorfa. C’è Ad-Deir, il Monastero, uno dei monumenti più belli, scolpito dentro un pezzo di montagna. Per raggiungerlo bisogna percorrere 800 gradini, ma dall’alto la vista della vallata vi ripaga della fatica fatta.
Per assaporare tutto il fascino di Petra, immaginarsi i fasti della città facendo un viaggio nella storia, la visita del complesso va fatta a piedi. La gente del posto e le guide offrono ai turisti la possibilità di girare il sito partendo da El Khasneh al Faroun, comodamente seduti in groppa a un asino o a un cammello. Questi animali sono visibilmente sfiniti e sfruttati quindi il nostro consiglio è di indossare delle buone scarpe da trekking, un cappello per proteggervi dal sole e incamminarvi tra le meraviglie della città rosa. Petra saprà ricompensarvi per lo sforza fatto svelandosi in tutta la sua meraviglia.

Per maggiori informazioni:
info@lofficinadeiviaggi.com

 

Come detto sono passati molti anni dal nostro viaggio, era un’altra epoca e le fotografie venivano rigorosamente stampate. Il tempo le ha ingiallite, ma non ha scalfito i nostri ricordi. Ne pubblichiamo una del viaggio originale, per le altre restiamo in famiglia e usiamo gli scatti più recenti di nostra cugina Francesca.