News

Racconti di viaggio

13 Febbraio 2021

Everglades National Park

Dici Florida e la mente corre subito a Miami, alle sue bellezze architettoniche nel quartiere Art Deco, alla sua movida e alle spiagge sempre affollate. A soli 45 minuti dalla frenetica vita di Miami, si trova un’oasi di pace: l’Everglades National Park, uno degli ecosistemi più sorprendenti al mondo.
Il Parco si estende su una superficie di circa 6 mila chilometri quadrati, dalla Florida centrale, dove il fiume Kissimmee entra nel lago Okeechobee, fino a sud sulle rive dell’ Oceano.
Dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è una delle zone più incontaminate e inaccessibili di tutti gli Stati Uniti: un’intricata rete di acquitrini, paludi, foreste. Una palude infinita che si affaccia a sud su un’area del Golfo del Messico totalmente disabitata.

La fauna è estremamente variegata: il dominatore assoluto è l’alligatore, che ha preso dimora in ogni angolo della palude. Sono esemplari per nulla timidi e non hanno paura di mostrarsi ai turisti. A far loro compagnia, troviamo serpenti velenosi e tartarughe carnivore, oltre ad una nutrita schiera di volatili capitanata dal falco pescatore, pellicani e cicogne. 
La zona costiera è invece popolata da balene, squali e dal simpatico lamantino della Florida.
Anche la flora è sorprendente: troviamo gli “hardwood hammock”, reticolati di alberi intrecciati che crescono pochi centimetri al di sopra della superficie dell’acqua, e il cosiddetto “River of Grass”, un tratto del fiume nella zona chiamata Shark Valley interamente ricoperto di piante erbacee.
Le regine del parco restano però le mangrovie, che formano una coltre impenetrabile di circa 1000 isolette e di stretti canali.

Una visita alle Everglades non è completa senza un giro in airboat, fa tanto Horatio Caine in CSI Miami, tipiche imbarcazioni dal fondo piatto con motore a elica rumorosissimo.
Il caldo umido può essere fastidioso come possono esserlo anche i diversi insetti che abitano questo territorio. Noi prima di addentrarci tra acquitrini e mangrovie abbiamo fatto “il bagno” nell’ Autan Tropical.

L' Everglades National Park è visitabile 12 mesi l’anno anche se alcuni ingressi stagionalmente possono rimanere chiusi (collegandosi al sito nps.gov è possibile ricevere tutte le informazioni aggiornate). Il periodo migliore è sicuramente la stagione secca (Dicembre/Aprile): è il periodo più caldo più, ma tendenzialmente meno umido e le piogge sono meno frequenti.
Da Miami partono diverse gite organizzate, ma il parco è visitabile tranquillamente anche in autonomia. Per chi vuole raggiungere le Everglades in auto, ci sono tre diversi ingressi:
- l’ingresso principale è quello che si trova a Homestead e vi porta alla Royal Palm Area e Flamingo Area. E' il punto di ingresso ideale per chi vuole visitare il parco camminando lungo uno dei tanti sentieri segnalati oppure desidera pagaiare a bordo di una canoa
- verso Miami troviamo l’ingresso di Shark Valley. L’area si sviluppa intorno a un anello asfaltato di circa 25 chilometri che attraversa il pantano dello Shark River. Questo percorso è chiuso ai veicoli privati, ma è possibile esplorarlo a piedi, in bicicletta o a bordo di un autobus aperto con la guida di un ranger o di un naturalista-
- in prossimità di Everglades City si trova l’ingresso Gulf Coast. L’ingresso per ogni veicolo costa 10$. All’interno del parco, rivolgendovi al Visitor Center a voi più vicino,  troverete sicuramente il tour che fa per voi.

Per maggiori informazioni:
info@lofficinadeiviaggi.com

 

FUORI ROTTA

Viaggi targati L'Officina dei Viaggi fuori dalle mete classiche